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Workshop GDPR

Workshop GDPR

PARTECIPA AL WORKSHOP DEL 3 APRILE PER COMPRENDERE I PUNTI ESSENZIALI DEL GDPR

 

Cosa imparerai al WorkShop: 

- Cosa è il GDPR e perché devi conoscerlo 

- Quali impatti può avere sulla tua azienda 

- Cosa devi fare per adempiere al nuovo regolamento UE

 

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Spectre e Meltdown, due bug di sicurezza che sconvolgono il mondo informatico

Spectre e Meltdown, due bug di sicurezza che sconvolgono il mondo informatico

I bug dei chip consentono l'accesso alla memoria di sistema. 

Per difendersi occorre aggiornare browser, sistemi operativi e installare le patch dei produttori. Ma i rallentamenti delle prestazioni saranno trascurabili

Cosa hanno scoperto i ricercatori di Google Project Zero insieme ad altri esperti (Politecnico di Graz, atenei della Pennsylvania e del Maryland)?

Hanno scoperto che i processori usati su pc, telefoni e tablet e prodotti dalle aziende Intel, Amd e Arm sono vulnerabili a due bug, Meltdown e Spectre. Il secondo riguarda i chip di tutte e tre le società, il primo solo Intel. I bug sfruttano un processo noto come "esecuzione speculativa" (speculative execution) che la maggior parte dei processori utilizza per ottimizzare le prestazioni, effettuando calcoli e operazioni prima ancora che siano necessarie. Scommettendo così sul risparmio energetico e di tempo sul lungo periodo. Come dire che a un bivio il processore non aspetti le indicazioni dei programmi ma imbocchi una strada, quella che ritiene pù probabile. Meltdown e Spectre possono leggere la memoria di sistema.

Quando lo hanno scoperto? Circa un anno fa.

Ma la notizia è stata comunicata solo ora, violando un accordo che avrebbe voluto la diffusione a partire dal 9 gennaio. Molte aziende, di sicuro quelle interessate ma anche altre come Mozilla, erano già  al corrente e avevano giò  rilasciato alcuni aggiornamenti senza esplicitarne le finalità . Dove si trova la falla? Nella tecnologia usata fin dal 1995 per aumentare la prestazione dei chip, appunto l'esecuzione speculativa. Il punto debole è nella gestione delle operazioni del processore stesso: il kernel, la cabina di regia, non sarebbe protetto nel corso di quelle operazioni e potrebbe consentire l'esecuzione di software malevolo in grado di estrarre ogni genere di dato e informazione.

Chi è potenzialmente in pericolo? Tutti gli smartphone e i pc, sia con sistema operativo Windows sia Mac Os, iOS, Android, Chrome OS o Linux.

Ma anche, in teoria, ogni gadget fornito di un processore. Dunque anche i miliardi di oggetti connessi (comprese le automobili) o gli elettrodomestici intelligenti. Nello specifico, il rischio più forte riguarda secondo molti esperti le infrastrutture cloud, che con molte macchine forniscono servizi e memoria agli utenti.

 

Leggi l'articolo su LA REPUBBLICA

 

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Voucher digitalizzazione 2018 da 10.000 euro alle PMI

Voucher digitalizzazione 2018 da 10.000 euro alle PMI

Voucher digitalizzazione 2018 da 10.000 euro alle PMI per acquistare computer pc software hardware telelavoro e-commerce

Il 24 ottobre 2017 è stato finalmente pubblicato da parte del Ministero dello Sviluppo Economico il regolamento del bando che stabilisce un intervento di 100 Milioni di euro a favore della digitalizzazione dei processi aziendali, così come previsto nel decreto detto Destinazione Italia (DL 145-2013). 

Le domande potranno essere presentate dalle imprese a partire dalle ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e fino alle ore 17.00 del 9 febbraio 2018. Già dal 15 gennaio 2018 sarà possibile accedere alla procedura informatica e compilare la domanda. 

Finalità 

Come già indicato, le finalità del bando sono favorire la digitalizzazione dei processi aziendali e l'ammodernamento tecnologico delle micro, piccole e medie imprese. 

L’intervento è finalizzato a sostenere tramite Voucher del valore massimo di 10.000 euro, l’acquisto di software, hardware o servizi che consentano: il miglioramento dell’efficienza aziendale la modernizzazione dell'organizzazione del lavoro, tale da favorire l'utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro lo sviluppo di soluzioni di e-commerce la connettività a banda larga e ultralarga il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare la formazione qualificata, nel campo ICT, del personale delle suddette piccole e medie imprese

http://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/voucher-digitalizzazione

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Campagna di prevenzione promossa da Kaspersky Lab in collaborazione con NGWay

Campagna di prevenzione promossa da Kaspersky Lab in collaborazione con NGWay

Nel 2016 gli attacchi ransomware alle aziende sono triplicati, passando da un attacco ogni due minuti a gennaio a uno ogni 40 secondi a ottobre. Per i singoli utenti è stato invece registrato un incremento della frequenza degli attacchi da 20 a 10 secondi. Con oltre 62 nuove famiglie di ransomware introdotte quest’anno, la minaccia è cresciuta in modo così aggressivo che Kaspersky Lab ha nominato i ransomware argomento principale del 2016.
Questi Virus infettano i sistemi Windows, criptando i dati della vittima, rendendo poi necessario un pagamento per la decriptazione.
Generalmente, si diffonde come allegato mail apparentemente inoffensivo, che sembra provenire da istituzioni legittime: uno ZIP allegato alla mail contiene un file, chiamato nomefile.pdf.exe, che sarà mostrato come nomefile.pdf, nonostante sia un eseguibile.

COME EVITARLO

Attenzione a mail che sembrano provenire da corrieri nazionali, istituti finanziari, che invitano a cliccare su link o scaricare allegati .zip o .rar.
Non aprire mail di dubbia provenienza, scritte in un italiano "stentato", o che fanno riferimento a servizi mai utilizzati. Se avete dubbi circa la "bontà" di una comunicazione, è meglio rivolgersi telefonicamente al mittente per accertare l'effettiva veridicità del messaggio o chiamate il supporto di NGWay o mandate un’email a [email protected]

RICORDA CHE...

in caso di infezione, i dati crittografati dal virus sono IRRECUPERABILI e andranno necessariamente RIPRISTINATI DALL'ULTIMO BACKUP
Per le copie di sicurezza, utilizzare alternativamente più supporti magnetici (dischi esterni USB, NAS o BACKUP CLOUD), verificandone l’integrità e controllando QUOTIDIANAMENTE la corretta esecuzione delle stesse.
Alcuni antivirus sono molto piu’ efficaci di altri, evita Antivirus gratuiti e utilizza solo prodotti professionali, NGWay ha siglato un accordo con Kaspersky Lab e puo’ farti provare gratuitamente per 6 mesi Kaspersky Total security Saas.
La prevenzione e’ l’unico modo per combattere efficacemente questo tipo di Virus, contattaci per prenotare una verifica gratuita della tua rete.

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Le opportunità della disruptive innovation

Le opportunità della disruptive innovation

Interi settori dell’economia spazzati via in pochi anni, o completamente stravolti. È l’effetto dirompente dell’innovazione digitale, un big-bang che sta mietendo illustri vittime ma che è anche in grado di creare nuovi mercati altrettanto rapidamente, a volte anche con costi molto contenuti. L’analisi di Umberto Bertelè passa in rassegna i casi più significativi

http://www.digital4.biz/executive/approfondimenti/le-opportunita-della-disruptive-innovation_43672152865.htm

 

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Ng Way

Ng Way

Ng Way estende la gamma dei propri servizi cloud attraverso la partership con Veeam, leader mondiale  per il software d backup su macchine virtuali.

Backup Offsite consente ai clienti Veeam di estendere con facilità la propria infrastruttura di backup nell'ambiente cloud.

Create backup superveloci  con accelerazione WAN integrata per ottenere backup off-site fino a 50 volte più veloci
Rispettate i requisiti di conformità e delle policy di archiviazione.
Backup in cloud rapido e sicuro con  crittografia end-to-end per proteggere i dati durante il backup, durante il trasferimento e nella destinazione finale.

Backup Offsite. La soluzione giusta per i tempi che attraversiamo.
Una profonda conoscenza della PA ci ha permesso di mettere a punto un servizio di Online Backup e Disaster Recovery che unisce la grande sicurezza alla facilità di installazione al costo contenuto.

Una soluzione che non conviene rinviare.
Backup Offsite è la sicurezza che serve ora ai vostri dati.
Facile perché non vi obbliga a installare applicazioni specifiche.
Rassicurante perché cripta i vostri dati presso una server farm sicura e ve li rende subito accessibili in caso di calamità naturale o errore umano.

Un modo intelligente di affrontare la IT senza allarmi eccessivi e nel pieno rispetto della normativa.
Mantenere sempre il pieno controllo delle informazioni è un investimento sul futuro.
Con Backup Offsite nessun disastro è più un vero disastro.
Mentre voi vi potete concentrarvi sugli obiettivi, contando su un
servizio che vi mantiene in regola con la normativa 196/2003
sul trattamento dei dati sensibili e con l’art.5 sulla salvaguardia
dei dati.

 

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Microsoft sistema il terzo bug di Hacking Team

Microsoft sistema il terzo bug di Hacking Team

Redmond rilascia una patch d'emergenza che investe tutti i sistemi Windows: non si è a conoscenza di exploit, ma il problema è classificato come critico
Roma - Sono trascorsi solo pochi giorni dall'aggiornamento programmato per il mese di luglio,
e Microsoft è stata costretta a distribuire una nuova patch: destinata a tutti i sistemi operativi Windows, serve e rimediare a una vulnerabilità affiorata dalla breccia inferta a Hacking Team.

Leggi l'articolo completo

 

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Cookie Law, il chiarimento del Garante - da Wired

Cookie Law, il chiarimento del Garante - da Wired

Il banner e la costosa comunicazione al Garante non spetta a tutti i blog, ma solo a chi ha cookie di profilazione. Il Garante spiega a Wired.it alcuni aspetti e calma gli animi: “Per ora niente multe”

Link all'articolo orginale di Wired 

Se il tuo sito non ha pubblicità, preoccupati solo che i widget social siano semplici link e non sparino cookie ai tuoi lettori. A quel punto, basta aggiungere una informativa informale. Altrimenti, se hai cookie di profilazione, sì, ti tocca onerosamente metterti in regola.

Possiamo riassumere così i chiarimenti che il Garante Privacy dà a Wired.it, dopo le tante polemiche suscitate dalla nuova legge cookie (scattata a tutti gli effetti il 3 giugno). Con una rassicurazione in più: “Non temete, non abbiamo intenzione di metterci subito a fare le multe. Per ora vogliamo che la nuova legge venga recepita”. Un motivo in più per non allarmarsi e non correre a chiudere il proprio blog – cosa che si legge in giro sempre più spesso in questi giorni. Tra l’altro contro la nuova legge è partita la petizione #bloccailcookie, che in 24 ore ha fatto oltre 2mila firmatari.

Bisogna quindi per prima cosa frenare il panico: no, nell’immediato nessuno rischia multe. Dato che è una grossa novità, il Garante intende andarci piano. Non chiudete il vostro blog. Se siete una delle poche aziende italiane che vuole sbarcare sul web (solo il 5,1% delle nostre PMI vende online), non fatevi scoraggiare da questa nuova legge.

Va chiarito innanzitutto che un blog non commerciale, un sitarello senza pubblicità, probabilmente deve solo pubblicare una informativa informale in cui dice di avere cookie tecnici e non di profilazione. Banalmente: creiamo una nuova pagina sul blog (“Privacy policy“) e scriviamo lì. Se ci sono soltanto cookie tecnici, avvisa il Garante, “il titolare del sito può dare l’informativa agli utenti con le modalità che ritiene più idonee, ad esempio, anche tramite l’inserimento delle relative indicazioni nella privacy policy indicata nel sito”.

Non è necessario quel classico banner (“Dai il consenso“) che si vede un po’ ovunque ora e che appare quando entriamo su un sito per la prima volta. Il banner è previsto solo se abbiamo cookie di profilazione.

A questo punto sorge la domanda: come facciamo a sapere se abbiamo cookie di profilazione? Il dubbio può venire se abbiamo attivato widget social, per la condivisione degli articoli. “Se sono semplici link di rimando ai siti social, nessun problema. Non ci sono cookie di profilazione. Sta poi al gestore del sito sapere se invece i widget mandano cookie di profilazione all’utente”.

Né sono cookie di profilazione quelli analytics, a patto che i dati siano usati solo dal gestore per studiare le visite del sito. Insomma: mettiamo la pagina di informativa e sangue freddo. Certo non troveremo domattina gli agenti del Garante a bussare alla porta del nostro blog con una multa. Anche perché lo stesso Garante sta valutando se fare un provvedimento per chiarire alcuni aspetti della normativa.

Insomma, sono i siti commerciali ad avere cookie di profilazione. Questi sono ormai necessari per avere pubblicità. Allora tocca sì pubblicare il banner informativo e mandare comunicazione al Garante (solo questo costa 150 euro).

Gli altri soggetti che devono fare così sono i siti ecommerce. “Hanno cookie di profilazione per consigliare agli utenti altri prodotti da acquistare. Purtroppo la normativa mette in capo a loro oneri eccessivamente gravosi”, dice Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il consorzio del commercio elettronico italiano.

La nuova norma impensierisce anche chi vive di pubblicità online (per esempio i giornali): non può mostrarla a chi non accetta i cookie, quindi rischia di perdere ricavi.

Ma non sarebbe colpa del Garante della Privacy, a quanto riferiscono a Wired.it Liscia e Guido Scorza, noto avvocato esperto di questi temi. “È la normativa europea che chiede queste cose. E non si può dire che noi abbiamo un fatto un recepimento molto stringente”, dice Scorza (e Liscia concorda). A differenza di quanto riferisce la petizione, insomma, la legge europea non sarebbe stata interpretata in modo più rigido in Italia, che altrove. “Il Garante ha reso molto semplice l’espressione del consenso: basta che l’utente scrolli la pagina in basso o chiuda il banner; non deve nemmeno, per forza, cliccare su ok”, dice Scorza.

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Legge sui Cookie

Legge sui Cookie

Dal 2 giugno è obbligatorio per i gestori dei siti fornire le informazioni, e ottenere il consenso
da parte dei navigatori, sui programmi che memorizzano ed elaborano i dati personali

Nelle ultime settimane, navigando fra un sito Internet e l’altro, vi sarà sicuramente capitato di imbattervi nella richiesta di accettazione del tracciamento dei dati personali. Potrebbe essersi trattato di un banner con un colore brillante nella parte alta o bassa dello schermo: difficile non notarlo. E lo sarà anche meno da martedì 2 giugno, giorno in cui scade il termine imposto dal Garante della privacy. La cosiddetta ‘Cookie law’ consiste nell’intervento dell’autorità nostrana sul rispetto della privacy durante la navigazione cui si è giunti dopo un anno di consultazione.

Vedete la legge completa sul sito del garante della Privacy

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3118884

 

 

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La tecnologia beacon ti avvicina al tuo cliente

La tecnologia beacon ti avvicina al tuo cliente

Human24Hours è la sintesi del nuovo approccio delle relazioni commerciali che le aziende contemporanee sono chiamate a intessere per espandere il loro mercato. Una definizione che pare rendere superata la classificazione BtoC e BtoB e che descrive il collegamento permanente che ogni utente può avere con il flusso di informazioni esterne grazie all'utilizzo dello smartphone, dei social network e di Internet. Ne ha parlato a ShopExpo 2015 Alberto Pasquini, fondatore di Crea International attraverso una brillante presentazione su come innovare gli spazi fisici delle aree commerciali determinando così un'innovazione anche del modello di fruizione dei servizi ad essi correlati. Proprio in linea con quanto anche noi di Tracetoo abbiamo presentato a ShopExpo 2015: soluzioni tecnologiche, basate sulla tecnologia beacon, che consento alle aziende non solo di conoscere meglio il proprio cliente ma anche di dialogare con lui in tempo reale. Il riscontro ottenuto da Beat, la soluzione presentata in fiera, ha superato le aspettative. “Abbiamo riscontrato il grande interesse sia delle aziende produttrici che distributrici nel conoscere più da vicino il proprio acquirente e nel rapportarsi con lui sfruttando le potenzialità di tutti i nuovi mezzi di comunicazione” ha spiegato Moreno Poli, senior partner di Tracetoo. “Beat, la nostra soluzione basata sulla tecnologia beacon, si presta a raggiungere questi obiettivi sia per chi desidera analizzare il flusso delle persone e il loro comportamento negli spazi commerciali, sia per chi sia interessato al marketing di prossimità, sia per chi voglia proteggere dalla contraffazione i propri marchi” conclude Poli. “In qualità di partner tecnologici di aziende molto diverse tra loro per esigenze e dimensioni, ci siamo impegnati nel proporre una soluzione che non fosse solo efficiente, semplice da usare e all'occorrenza personalizzabile ma anche sostenibile grazie un costo accessibile e ottimizzato”, puntualizza Gianluigi Testa cofondatore dell'azienda

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